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Torri del Benaco a marzo, quando il lago non chiede nulla


Marzo sul Lago di Garda è un tempo di soglia. L’inverno si ritira silenziosamente e il lago ricomincia a respirare, con calma. Le giornate si allungano, la luce si fa più morbida e l’acqua cambia colore: dai toni scuri dell’inverno passa a sfumature più chiare, quasi argentate. Non c’è ancora il movimento dell’alta stagione, ma una quotidianità che lentamente ritorna. Qualche barca rientra in acqua, i tavolini tornano al sole, le passeggiate sul lungolago riprendono il loro ritmo naturale. È un risveglio senza fretta, come se il Garda stesse semplicemente tornando a sé stesso.

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Torri del Benaco quando il paese è ancora paese

A marzo Torri del Benaco mostra il suo volto più semplice, più autentico. Le vie del centro storico non sono affollate, il porto è quieto e la quotidianità scorre lenta. I residenti si incontrano al mercato, i pescatori sistemano le reti e nei bar siedono sempre gli stessi volti, illuminati dal sole della mattina. È il momento ideale per osservare la vita del paese, cogliendo quei gesti semplici che raccontano l’essenza del lago e della sua gente. Torri non intrattiene, non si mette in mostra: vive.

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Ulivi, sentieri e profumo di legno

Marzo è anche il mese in cui la natura torna protagonista. Sbocciano i primi fiori e gli uliveti che circondano Torri entrano nella loro stagione più affascinante: vengono potati, l’aria profuma di verde e di legno fresco, e i sentieri tra le colline restano silenziosi. Camminare diventa un piacere lento, senza caldo né folla, accompagnati soltanto dal vento e dal canto degli uccelli. In questa stagione passeggiare invita all’osservazione, a fermarsi, a respirare, a guardare il lago dall’alto mentre la primavera si desta e la natura prende forma.

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Il Monte Baldo: due stagioni in un solo giorno

C’è poi il Monte Baldo, che a marzo è un segreto a metà. Sulle sue vette resiste ancora la neve, mentre più in basso i primi prati tornano a fiorire. Le viste sul lago sono limpide, nitide, tra le più belle dell’anno. In una sola giornata si possono vivere due stagioni: sciare sulle cime raggiungibili con la funivia da Malcesine e, poche ore dopo, rientrare a valle ed immergersi in un’atmosfera già primaverile. È un equilibrio raro e delicato, che in queste settimane regala al nostro lago un fascino ancora più speciale.

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Il lusso di non dover fare nulla

A marzo il lago è calmo, quasi immobile. Poche barche, luci morbide, riflessi delicati. Sembra persino più grande, più profondo. È il periodo ideale per chi cerca spazio, tranquillità e semplicità, per chi desidera il fascino di un paesino che lentamente si risveglia. Torri in primavera non chiede programmi, non impone ritmi, non promette eventi: offre tempo, e forse è proprio questo il suo lusso più grande, prima che l’estate torni a riempirlo di voci e colori.

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